Season of Raven Words


Im stuck in Between  (PL)
Heavy sound.fr  (8/10)  (FR)
Sorrow Eternal  (9/10)  (EN)
Puroruido (Interview)  (ES)
Zwaremetalen  (87/100)  (NL)
Scumfeastmetal6666  (5/5)  (EN)
Headbang.it  (8/10)  (IT)
Metal Psalter  (4/5)  (EN)
Livedor.JP  (JP)
Death Dream Vision Dying Memory   (EN)
Kinta  (PL)
Metallized.it  (IT)

Bleak Silver Streams


Femme Metal Webzine  (EN)
Magic Fire Music  (19/20)  (FR)
ruido sonoro  (90/100)  (PT)
Beat The Blizzard  (7/10)  (EN)
Beat The Blizzard (Interview)  (EN)
Magic Fire Music (Interview)  (FR)
Infernal Masquerade  (92/100)  (EN)
Obliveon  (9,5/10)  (DE)
Metalchroniques  (8/10)  (FR)
Zwaremetalen  (80/100)  (NL)
Lords of Metal  (87/100)  (NL)
Inwë[B]zine  (FR)
Metal Storm  (73/100)  (EN)
Castle of Vampiria  (75/100)  (IT)
The Grimoire  (EN)
Le Chant du Grillon  (FR)
Extreem Metal  (8/10)  (NL)

Headbang.it

http://www.headbang.it/recensione/lethian-dreams-season-of-raven-words/10608

Carline Van Roos è una grande artista, una che sa metterci sentimento, sempre e comunque. Chi la segue di sicuro non si è fatto sfuggire i pregevoli dischi targati Aythis e Remembrance, di rimando rimane difficile fare a meno anche del monicker Lethian Dreams che con il presente Season Of Raven Words arriva al traguardo del secondo full-lenght.

In questo progetto la cantante francese (accompagnata da Matthieu Sachs, anche lui di fama Remembrance) da sfoggio a tutta la sua "grazia onirica", il muro elettrico si fonde con la voce angelica della singer (una voce alla quale bisogna dare tempo per sbocciare definitivamente, poi, quando ciò avviene diventa impossibile sfuggirle) creando contorni "rarefatti" ed impalpabili. Di sicuro i nostri raggiungo magistralmente l'obiettivo prefissato con il progetto (e non è da tutti), un concept fatto d'emozione, fragilità, sogno e quieta malinconia.

C'è da dire che nessun brano cattura in maniera immediata (andando in questo senso di pari passo alla voce), è un po' complicato definire pregi e difetti del disco anche con pochi ascolti. Con Season Of Raven Words non c'è nulla di certo, bisogna dargli il tempo di agire con le sue armi (che naturalmente non agiscono con il detto "tutto e subito"). E' un gothic doom sincero, niente parti catchy, niente ritornelli acchiapponi o vagamente tali, c'è lentezza e a volte i nostri tirano fuori chitarre melodicamente black metal (Dawn e Satyrs), il tutto però avviene senza mai strafare e con naturale eleganza, senza mai uscire da quei limiti compositivi che i nostri si sono preposti con sicurezza ed impegno.
Un incedere lento e di trasporto, disperato e romantico, è così che dovrebbe sempre essere il gothic metal. Passione per la decadenza e per i pensieri "irraggiungibili" o inafferrabili. Alla fine Season Of Raven Words è proprio questo, un costante inseguimento di un qualcosa di evanescente, una leggiadra nebbiolina che lascia intravedere qualcosa di desiderato, che lascia vedere i contorni ma non il soggetto.

Lasciatevi abbracciare da una tracklist priva di parti zoppicanti, è l'insieme a vincere, questo è un disco che va obbligatoriamente vissuto in tutta la sua interezza per dare gli effetti sperati. Aspettate il tempo che ci vuole e non ne andrete delusi. Primo botto 2012 per me.


















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24/07/2020 - First track from the new album - TIDAL